Se gli altri ci osservano, giudicano e sono contro di noi... come comportarsi?

ANSIA E DEPRESSIONE
Quando gli altri diventano nemici

Viene da me Monica, una giovane ragazza di 19 anni, molto carina e curata, ma dall’aspetto sommesso e con lo sguardo perennemente rivolto verso il basso.

Parla sottovoce lentamente quasi a pesare le parole, mi confida quello che sembra essere un segreto inconfessabile:

<<E’ da un anno a questa parte che sento che il mondo ce l’ha con me, in particolare i miei “ex amici” con i quali uscivo che mi hanno rifiutato e adesso mi parlano alle spalle. Mi sembra che molte persone mi guardino e mi osservino e riescano a capire quello che penso. >>

Quando chiedo il motivo del litigio:

<<Ero fidanzata con un ragazzo del gruppo, quando ho deciso di interrompere lui ha cominciato a parlare male di me agli altri così, anche quelle che consideravo mie amiche hanno iniziato a sparlare di me e a ridere alle mie spalle, quindi io senza dire niente a nessuno ho tagliato tutti i ponti e non sono più uscita con loro, ho smesso di rispondere alle loro telefonate e di frequentare i posti dove andavamo sempre. Contemporaneamente a questi eventi ho cominciato a strare male a non riuscire a dormire durante la notte, a soffrire di una sensazione di ansia e agitazione perenne, soprattutto quando so che potrei incontrare queste persone. Per questa agitazione non riesco più a studiare e ho paura di andare a scuola perché queste ragazze sono nella mia classe e so che potrebbero parlare male di me e la cosa mi mette molta paura, quindi preferisco rimanere a casa. Viste le molte assenze e i voti che stanno diventando sempre più bassi i professori mi hanno avvertito che rischio di perdere l’anno. >>

La situazione era piuttosto infelice e Monica era molto abbattuta. Queste sono situazioni più frequenti di quello che si pensa, si possono trovare a scuola o sul posto di lavoro, quando gli altri diventano dei nemici da cui difendersi perché ci giudicano o ci osservano. Questo disturbo si chiama paranoia con manie di persecuzione e può diventare invalidante poiché le persone possono arrivare a chiudersi in casa, a lasciare il lavoro o la scuola come nel caso di Monica.

Comincio quindi subito aiutando Monica con la terapia ideata ad hoc per questo problema che consiste nel far fare alla persona esattamente l’opposto di quello che faceva ma “cavalcando la sua tigre”: <<vai a cercare i tuoi nemici, e quando li trovi devi studiarli raccogliendo le prove che ce l’abbiano effettivamente con te. Proprio come faceva Alessandro Magno che prima di combattere contro i suoi nemici studiava con cura le loro mosse e i loro punti deboli. Questo ci aiuterà a sconfiggerli.>>

Per far questo Monica sarebbe dovuta uscire di casa, andare a scuola e in tutti i posti temuti e avrebbe dovuto alzare lo sguardo per osservare i presunti “nemici”

Quando tornò allo studio Monica era abbastanza stupita perché non solo era riuscita ad osservare tutti le persone che le mettevano più ansia, ma anzi era riuscita a guardarle negli occhi e non era riuscita affatto a trovare le prove della loro inimicizia. Anzi guardandoli negli occhi i suoi vecchi amici le hanno addirittura sorriso.

Ne approfittai per raccontarle un aneddoto che racconto spesso nelle situazioni come la sua <<Un uomo entra in un bar convito che tutti ce l’abbiano con lui, e si comporta di conseguenza: cammina ricurvo con lo sguardo rivolto verso il basso e crucciato, non saluta nessuno, beve il caffè ed esce passando ai lati della stanza. Le altre persone come si comporteranno?>>

<<Non lo saluteranno e lo ignoreranno perché penseranno che è arrabbiato per i fatti suoi>>

<<Lo stesso uomo entra nel medesimo bar ma in questo caso è convinto di essere apprezzato e stimato da tutti: entrando passerà in mezzo alla sala, saluterà tutti sorridendo, con lo sguardo aperto e in questo modo la reazione delle altre persone sarà ben diversa… lo saluteranno amichevolmente e penseranno sia una persona affabile e simpatica. Vedi come le cose possono cambiare se noi cambiamo il nostro atteggiamento?>>.

Così pian piano Monica è stata guidata a cambiare il proprio punto di vista e il proprio modo di porsi ed ha scoperto da sola che si era solo immaginata l’ostilità dei suoi amici e che in realtà c’era stato un fraintendimento.  I suoi ex amici anzi si erano sentiti rifiutati da lei e per questo avevano smesso di farsi sentire.

Ora Monica ha ripreso la scuola, non ha perso l’anno e si gode ogni giorno la compagnia dei suoi “nuovi-vecchi” amici.

A volte il nostro peggior nemico siamo noi stessi

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